Istruzioni per l’uso: riaccensione degli impianti di riscaldamento

04-11-2015

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Istruzioni per l’uso: riaccensione degli impianti di riscaldamento

Anche se l’inverno tarda ad arrivare, nelle case e negli uffici è tempo di riattivare le caldaie e riaccendere i termosifoni.

Cosa è importante controllare per essere sicuri che tutto sia nella norma? Come conviene regolare il riscaldamento per poter risparmiare?

 

Cosa è bene fare quando si riaccendono gli impianti di riscaldamento

Il primo consiglio è di non aspettare l’ultimo giorno per verificare se tutto funziona correttamente: provvedere per tempo a questo tipo di controllo vuol dire poter avere un’assistenza di maggior efficacia e qualità – ma anche prezzi più contenuti – perché non si lavora in condizioni di urgenza. Buona prassi è quindi quella di controllare sul libretto della caldaia a quando risale l’ultima manutenzione effettuata e attivarsi conseguentemente per rinnovare l’intervento, possibilmente evitando di programmare la manutenzione nel periodo di riaccensione degli impianti.

I controlli da effettuare al momento della riaccensione per accertarsi del buon funzionamento della caldaia e dell’impianto sono i seguenti:

  • Appurare che la pressione segnalata sul manometro sia compresa tra 1 e 1,5 bar (se il valore indicato è inferiore la caldaia non riuscirà a partire e non sarà messa in circolo acqua calda nell’impianto). Se la pressione è inferiore, occorre aprire l’apposito rubinetto di cui la caldaia è dotata fino a riportare il valore della pressione entro il range indicato;
  • aprire le valvole e verificare la temperatura dei radiatori: se alcuni elementi sono freddi occorre intervenire sfiatando l’aria e permettere così all’acqua calda di riempire tutto il radiatore e trasferire il calore all’ambiente;
  • se non sono installati radiatori ma termoconvettori, è importante verificare che sulla batteria (ovvero l’elemento all’interno del quale circola l’acqua calda) non si sia depositata della polvere, che andrebbe a ridurre lo scambio termico con l’ambiente. Se c’è polvere occorre rimuoverla;
  • eventuali coperture e rivestimenti dei corpi scaldanti vanno rimosse quando l’impianto si accende, per non ostacolare la corretta diffusione del calore dal radiatore o termoconvettore alla stanza da scaldare;
  • nel momento in cui si imposta sul termostato una temperatura superiore a quella ambientale la caldaia deve partire, se tutto funziona correttamente. Se a fronte di questo comando la caldaia non risponde potrebbe semplicemente essere necessario un cambio pile al termostato; se non dovesse essere un problema di pile allora si è in presenza di un malfunzionamento del sistema su cui occorre intervenire;
  • in caso di assoluto fermo della caldaia, controllare prima di tutto che il gas sia aperto e che la spina per l’alimentazione elettrica dell’impianto sia inserita … non si sa mai!

L’impianto di riscaldamento funziona a gas e sviluppa un processo di combustione per cui occorre avere le giuste accortezze anche per garantire che il tutto operi in condizioni di sicurezza.

  1. La prima precauzione da osservare è quella di astenersi da qualsiasi “intervento fai da te”: componenti e parti dell’impianto e/o del generatore possono essere modificate, riparate o sostituite solo da imprese abilitate. Il proprietario dell’impianto deve limitarsi ad intervenire solo utilizzando gli strumenti di accensione e regolazione presenti (interruttori, manopole e sistemi di regolazione della temperatura e degli orari di accensione, valvole di regolazione dei corpi scaldanti);
  2. Nell’ambiente in cui è installata la caldaia deve essere presente un’apertura verso l’esterno (presa di ventilazione) che permetta l’ingresso dell’aria necessaria al processo di combustione. Se l’apparecchiatura rilascia nell’ambiente i fumi di combustione serve anche un’altra apertura (presa di aerazione) attraverso la quale si favorisce l’espulsione. E’ quindi sempre bene controllare, alla riaccensione dell’impianto, che queste prese non siano ostruite. Anche la griglia posizionata sull’entrata dell’aria comburente presente nelle caldaie a camera stagna non deve essere ostruita, altrimenti la caldaia va in blocco;
  3. altra precauzione da seguire è quella di non addossare al generatore e ai condotti di scarico dei fumi dei materiali combustibili.

 

Come faccio a sapere se la mia caldaia ha bisogno di manutenzione?

Nel libretto d’uso e manutenzione d’impianto rilasciato dall’installatore sono riportate le indicazioni circa la periodicità degli interventi manutentivi da eseguirsi. Sul libretto vengono poi di volta in volta registrate dal manutentore le operazioni effettuate, compresi i rapporti di controllo sull’efficienza energetica, e la data di intervento. Consultando questi documenti, quindi, si ha il quadro per la programmazione delle manutenzioni periodiche con cui tenere sempre in buono stato l’impianto.

Possono poi verificarsi delle anomalie che segnalano che qualcosa non va e che determinano una richiesta di manutenzione straordinaria. Segnali di disfunzione possono essere:

  • Accensioni irregolari o rumorose
  • Spegnimenti improvvisi
  • Gorgoglii interni alla caldaia o ai radiatori
  • Perdite d’acqua
  • Aumenti della pressione dell’acqua
  • Surriscaldamento del mantello della caldaia
  • Segni di surriscaldamento e/o deterioramento e/o annerimento dei canali che collegano la caldaia ai sistema di scarico dei fumi
  • Annerimento di parti della caldaia
  • Rumori eccessivi

In presenza di uno o più di questi segnali è necessario contattare immediatamente il manutentore per indagare le cause delle anomalie e risolvere le problematiche. Un impianto che non funziona correttamente, oltre a consumare di più, è anche pericoloso. La combustione non corretta genera monossido di carbonio che è un gas velenoso.

I dati ottenuti dalla verifica del rendimento di combustione, se inferiori ai limiti di legge previsti, indicano anch’essi un funzionamento non corretto dell’impianto. Occorre quindi effettuare interventi di manutenzione funzionali a riportare il rendimento di combustione entro i minimi indicati per ciascun impianto o, se tali operazioni non risultano efficaci, occorre provvedere alla sostituzione dell’impianto. Quanto inferiore è il rendimento di combustione tanto più alto è il consumo di combustibile per soddisfare il fabbisogno di calore e tanto maggiore è l’inquinamento prodotto per cui si deve provvedere sia per contenere gli sprechi (di energia e denaro) sia per tutelare l’ambiente.

 

E la regolazione?

Grazie alla tecnologia disponibile, oggi è possibile installare soluzioni che ci consentono di tenere sotto controllo e regolare l’impianto di riscaldamento così da gestirlo in modo ottimale rendendolo più efficiente e conveniente.

Innanzitutto è bene sapere che negli ambienti riscaldati la temperatura non dovrebbe superare i 20°C (più 2 gradi di tolleranza). Per ogni grado di riduzione della temperatura interna si ottiene un risparmio del 5-10% sul combustibile utilizzato dall’impianto. Attenzione quindi a creare il clima corretto negli ambienti in cui viviamo e ad evitare di scaldare gli ambienti anche nelle ore in cui non c’è nessuno.

Con le valvole termostatiche, che sono apparecchiature che aprono e chiudono la circolazione dell’acqua calda all’interno del corpo scaldante (radiatore o termoconvettore che sia), si può mantenere in ogni ambiente la temperatura desiderata (ad ogni tacca della valvola corrisponde una temperatura). Il cronotermostato consente di regolare temperatura e tempo di accensione in modo da mettere in funzione l’impianto solo quando serve.

 

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Ogni edificio e ogni impianto ha le sue peculiarità: per farsi aiutare nella scelta del tipo di intervento, anche di manutenzione, e avere orientamenti sulle varie tecnologie di impianto che possono essere installate quando si vuole fare un intervento di ammodernamento o miglioramento, il PAES di Bologna mette a disposizione dei cittadini e delle imprese il Punto Energia. Un gruppo di professionisti sarà a tua disposizione per un incontro in cui ricevere informazioni utili sui migliori interventi realizzabili a casa o nel luogo di lavoro e le valutazioni di massima su costi e benefici.

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