Istruzioni per l’uso: come isolare il tetto

16-07-2015

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Istruzioni per l’uso: come isolare il tetto

Il tetto è una delle componenti di un’abitazione che può contribuire al comfort abitativo. Infatti, se costruito in modo inefficiente, può creare numerosi disagi, anche senza infiltrazioni o comunque problemi visibili.

Il calore che il sole porta nelle nostre abitazioni passa, insieme alla radiazione solare, attraverso i vetri delle finestre, ma anche attraverso le pareti esterne e soprattutto attraverso il tetto, che è la superficie più esposta alla radiazione solare e al calore estivo.

Nel caso in cui il tetto non sia stato concepito, costruito ed isolato a dovere, la tua casa sarà caldissima d’estate, e richiederà un raffrescamento continuo (impianto di condizionamento) che solo parzialmente riuscirà a risolvere il problema. Anche durante la stagione invernale il tetto può essere una criticità: buona parte del riscaldamento invernale viene disperso proprio attraverso il tetto (l’aria calda tende a salire) se non coibentato ad hoc.

Ma quali sono i tetti che disperdono maggiormente il calore? E quali tipi di interventi si possono prendere in considerazione per coibentare al meglio le nostre case?

Gli svantaggi di un tetto con un pessimo isolamento

    • mancanza di sfasamento termico estivo: il calcestruzzo si riscalda trasmettendo il calore dalla superficie più esterna alla superficie interna. Spesso accade che il calore assorbito nelle ore più calde, venga restituito con continuità fino a sera dal solaio;
    • dispersione termica invernale: se il tetto non è adeguatamente isolato, fino al 20% del calore generato, che tende ad andare anche verso l’alto, verrà sprecato;
    • umidità: in inverno, a causa della differenza di temperatura tra interno e esterno, possono formarsi fenomeni di condensa che alla lunga sono causa di muffe e gocciolamenti.

Come risolvere i problemi per isolare il tetto

Un intervento è sempre possibile, su qualsiasi copertura, per apportare un miglioramento delle condizioni strutturali e termiche. Il miglioramento che si va ad ottenere deve essere globale (risolvere un’infiltrazione o una macchia di muffa serve a poco) e, trattandosi di un investimento, il risultato deve essere soddisfacente sotto tutti i punti di vista.

Gli interventi sono principalmente di due tipi: un tetto si può ristrutturare o rifare completamente. Vediamo le differenze:

1) Ristrutturazione del tetto

Nel caso di un tetto “tipo”, costituito dalla classica soletta in travetti di calcestruzzo intervallati da tavelloni in laterizio o laterocemento con solaio di tipo Bauxta, l’isolamento si può migliorare, durante la stagione invernale, andando a posare del materiale isolante sotto il manto di copertura in coppi. Con questo intervento di ristrutturazione si isola dal freddo tutto il solaio di copertura, aumentando i benefici soprattutto in fatto di resistenza termica.

Questa tipologia di tetti può esser anche ventilata: si tratta di creare una lama d’aria tra il manto di copertura in tegole e l’isolante sottostante; in tal modo il surriscaldamento della superficie esterna della tegola innesca un moto ascendente dell’aria nell’intercapedine, che sale verso il colmo, aspirando aria dalla gronda.

Infine, un’altra opzione è quella di isolare dal sottotetto (se esistente) senza spostare il manto di copertura, se il manto è buono: in questo caso si possono usare pannelli in fibra di legno, in polistirene o in lana di roccia.

2) Rifacimento completo del tetto e del manto di copertura

Se il tetto ha dei problemi non risolvibili mediante una ristrutturazione, e soprattutto nei casi in cui si sta procedendo ad una riqualificazione energetica con obiettivi ben precisi, l’intervento più indicato è il rifacimento del tetto in legno “ventilato”. La spesa è maggiore rispetto alla ristrutturazione, ma i risultati sono decisamente migliori.

Con tale intervento, i problemi precedentemente elencati possono essere risolti nei seguenti modi:

  • sfasamento termico estivo: l’aria fresca che entra dalla linea di gronda, riscaldandosi per via dell’irraggiamento solare, tende a salire con forza verso la linea di colmo e da qui fuoriuscirne, permettendo così una ventilazione costante del tetto e mitigando di conseguenza la temperatura interna degli ambienti per un sano e confortevole benessere;
  • isolamento termico invernale: sotto la camera viene interposto uno strato isolante che trattiene il calore degli ambienti riscaldati all’interno. Le dispersioni vengono così notevolemente ridotte. Oggi si tende a fare un isolamento termico invernale/estivo, applicando due tipi di isolante: un primo strato in polistirene estruso e un secondo strato in fibra di legno;
  • umidità: con la ventilazione del tetto, la circolazione dell’aria permette che il manto isolante della copertura resti sempre asciutto, garantendo in tal modo una durata maggiore degli elementi costitutivi del tetto.

Bisogna quindi valutare attentamente le dispersioni che ha l’edificio in cui si abita, casa singola o condominio che sia, per capire il tipo di intervento più adatto ad isolare al meglio l’involucro. Trattandosi di un intervento di risparmio energetico è possibile usufruire della detrazione fiscale del 65% se l’intervento è sostenuto entro il 31 dicembre 2015 e successivamente nella misura del 36% (detrazione fiscale per ristrutturazione edilizia). Per avere maggiori informazioni gratuitamente da parte di tecnici specializzati puoi contattare il Punto Energia, lo sportello che il PAES mette a disposizione dei cittadini di Bologna.

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