Info-industrie: l’obbligo di diagnosi energetica

06-10-2015

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Info-industrie: l’obbligo di diagnosi energetica

Per le “grandi imprese” si avvicina una scadenza, quella del 5 dicembre 2015, data limite per eseguire sui propri siti produttivi una diagnosi energetica (rispondente ai requisiti definiti dal D.Lgs. 102/2014 di “Attuazione della direttiva 2012/27/UE sull’efficienza energetica”).
Il decreto 102/2014, approvato lo scorso anno, prevede misure per il miglioramento dell’efficienza energetica in tutti i settori, per ridurre del 20% i consumi dell’energia primaria entro il 2020.
Ma non solo le “grandi” imprese, infatti anche le imprese “energivore” (ai sensi del DL 22 giugno 2012 n.83, che beneficiano dei relativi sgravi sulle tariffe dell’energia elettrica e del gas naturale), indipendentemente dalle proprie dimensioni, hanno l’obbligo di diagnosi energetica e di attuazione di interventi progressivi.
Si consiglia inoltre, alle imprese che non ricadono nella categoria di “Grandi Imprese” o “Imprese Energivore” partecipate o facenti parte di un gruppo aziendale che detiene l’obbligo, di fare delle verifiche sugli adempimenti necessari.

Sono comunque previste specifiche esenzioni: ad esempio nel caso la grande impresa soggetta agli obblighi abbia certificato i propri sistemi di gestione secondo le norme ISO 50001 o EN ISO 14001, purché tali sistemi includano un audit energetico conforme ai requisiti del D.Lgs stesso. Tali realtà aziendali dovranno comunque inviare entro il 5 dicembre la documentazione prevista dalle Linee Guida di ENEA, al fine di consentire l’adempimento dell’obbligo anche in presenza di questa fattispecie.

La diagnosi energetica, dopo la prima, sarà comunque da ripetere ogni 4 anni. La banca dati delle imprese soggette a diagnosi energetica e i controlli sulla conformità delle diagnosi eseguite saranno gestiti da ENEA.
Non di poco rilevanza, c’è anche da tenere conto che le grandi imprese e le imprese a forte consumo di energia che non effettuano la diagnosi energetica sono soggette ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 4.000 a 40.000 euro.

Per ulteriori informazioni, le imprese possono consultare l’approfondimento Linea Guida per gli adempimenti in carico alle Grandi Aziende e agli Energivori o la sezione dedicata alla diagnosi energetica nel sito di ENEA.