L’impegno di Bologna per il clima: l’Assessore Gabellini intervistata da Climate Services Partnership

20-01-2015

Aree Tematiche:
Partner
L’impegno di Bologna per il clima: l’Assessore Gabellini intervistata da Climate Services Partnership

Il prestigioso portale Climate Services Partnership (CSP) ha recentemente intervistato l’Assessore all’Ambiente e all’Urbanistica del Comune di Bologna, Patrizia Gabellini, sugli sforzi intrapresi dal Comune di Bologna per contrastare localmente gli effetti del cambiamento climatico.

L’intervista è stata pubblicata nel numero di gennaio della Newsletter mensile CSP dedicata ai decision maker e finalizzata alla diffusione di conoscienze e informazioni specifiche sui cambiamenti climatici, sulle azioni e le buone pratiche da intraprendere in svariati settori – tra cui quello sanitario, agricolo, e urbano – per la promozione di adeguate strategie di adattamento e mitigazione.

Di seguito proponiamo una traduzione in italiano dell’intervista.

- Mi racconti qualcosa sull’impegno del Comune di Bologna e il suo coinvolgimento nelle attività relative al “Climate Service”.

Bologna è il capoluogo della Regione Emilia Romagna, situata in Nord Italia. La sua posizione le fa rivestire un’importanza strategica come snodo di traffico di merci e persone dal Nord al Sud del Paese.

Il clima è stato e continua ad essere una risorsa fondamentale per la città poiché da esso dipendono la qualità del cibo e della produzione agricola che la contraddistinguono. Il termine latino “Bononia”, infatti, da cui deriva il nome della città, significa “cose buone” e ci indica chiaramente la sua raison d’être.

- Qual è, secondo lei, il punto di forza del Comune di Bologna?

Il Comune di Bologna ha all’attivo un cospicuo numero di azioni volte ad adattarsi al cambiamento climatico in atto: da molti anni, ormai, promuoviamo con successo misure atte a prevenire le ondate di calore, a gestire le risorse idriche nei mesi estivi e ad incrementare la sicurezza dei cittadini, nella più ampia accezione del termine. L’Amministrazione locale è attualmente impegnata nell’elaborazione del Piano Locale di Adattamento, il quale trova le sue radici in BlueAp, importante Progetto Europeo rientrante nel Programma di finanziamento Life+.

Abbiamo inoltre adottato il concetto di resilienza come cardine per i progetti di rinnovamento urbano che attraverso misure di vario tipo incrementino la capacità di risposta della città agli impatti dei cambiamenti climatici.

L’adesione all’iniziativa della Commissione Europea, Mayors Adapt, approvata nel giugno del 2014 dal Consiglio Comunale, ha rappresentato un passo importante nella formalizzazione del nostro impegno nel campo. Firmando Mayors Adapt, infatti, Bologna intende contribuire al raggiungimento degli impegni sottoscritti dall’UE attraverso la sua Strategia di Adattamento.

- Come definirebbe l’espressione “Climate Service” (servizi climatici)?

All’interno del progetto BlueAp abbiamo deciso di dar vita ad un comitato scientifico esterno, composto da esperti del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC) e presieduto da Sergio Castellari – responsabile del Gruppo di Ricerca dell’International Panel for Climate Change (IPCC) “Public Affairs and Policy of Adaptation” – che ha il compito di organizzare e coordinare le attività richieste dal progetto. In tale ambito, il CMCC sta portando avanti una serie di attività fondamentali. Sono queste che consideriamo “servizi climatici”.

- Quali sono gli obiettivi che il Comune di Bologna si è prefissato per il futuro?

Il nostro obiettivo a breve termine è completare e approvare un Piano Locale di Adattamento ai cambiamenti climatici per la città di Bologna. Per la definizione del programma abbiamo dato vita ad un processo partecipativo dal basso, che nella nostra visione è replicabile e potrà essere un punto di partenza per altre realtà, in cui abbiamo coinvolto tutti gli stakeholder locali più rilevanti. Il processo è iniziato con un’assemblea plenaria pubblica nel novembre del 2013 e si è concluso con un evento pubblico organizzato nell’aprile del 2014.

- Quali ritiene siano le sfide principali che si devono affrontare nello sviluppo di effettivi servizi climatici?

La necessità di passare dai rimedi dei danni ad azioni sistematiche di prevenzione, unite all’obbligo di fornire adeguate risorse economiche, ci indica chiaramente che la distribuzione di ruoli e responsabilità non può rimanere quella che è ora.

Il Piano di Adattamento prenderà in considerazione non solo il “cosa” ma anche il “come” fare, e farà particolare attenzione alle funzioni delle autorità e della pubblica amministrazione, così come alla loro interazione con i partner privati, specialmente dove la dimensione delle problematiche eccede i confini amministrativi di competenza della città.

- Cosa le piace di più del suo lavoro?

Siamo particolarmente orgogliosi dello sforzo che abbiamo compiuto nel passare da un approccio teorico ad uno pratico, nella realizzazione delle strategie che abbiamo elaborato.

Per citare un esempio, il Piano Operativo Comunale (POC), adottato nel giugno del 2014, punta molto sulla riforestazione urbana attraverso la creazione di nuovi spazi verdi in città: attraverso i suoi trenta interventi miriamo ad aumentare di circa 17.000 metri quadrati le aree per parchi pubblici e privati.

-In che modo i cambiamenti climatici, e la variabilità del clima, impattano nella vostra regione?

Alcune ricerche intraprese a livello locale, attraverso il down-scaling dei dati, confermano i trend già osservati a livello Europeo. Chiari segnali di impatto sono visibili nell’andamento delle temperature e delle precipitazioni. Per quanto riguarda le prime, infatti, è stato osservato un aumento medio che oscilla tra 0.5 °C e 3°C.

Allo stesso modo, il numero di giorni di pioggia ha mostrato un trend decrescente caratterizzato, però, da un generale aumento nella quantità e nell’intensità delle precipitazioni.

- Come possono, i servizi climatici, contribuire alla mitigazione degli impatti e sfruttare le opportunità attualmente esistenti?

Le attività del Comitato Scientifico guidato dal CMCC sono tese a verificare e trasformare in azioni concrete e progetti pilota i documenti tecnici del Piano di Adattamento Locale della città di Bologna.

Il lavoro sviluppato fino ad ora da esperti provenienti da Europa, USA e Australia, si è dimostrato efficace ed estremamente utile per l’attuazione delle misure proposte.

Ciò premesso, siamo convinti di essere sulla strada giusta per dare il nostro valido aiuto nella lotta ai cambiamenti climatici. Perché, per usare una frase fatta, è sempre più necessario “pensare globalmente ma agire localmente”.

> Scarica il .pdf della Newsletter CSP con la versione originale, in inglese, dell’intervista.