Vivere un anno consumando una sola tonnellata di CO2

12-08-2015

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Vivere un anno consumando una sola tonnellata di CO2

E’ la sfida che il progetto One Tonne Society si propone di lanciare ad un gruppo volontario di cittadini bolognesi, oltre che di Berlino e Uppsala, con l’aiuto di un gruppo selezionato di soggetti firmatari del PAES.Nello specifico, One Tonne Society mira alla creazione di un modello di business che consenta ai volontari partecipanti, di ridurre la propria impronta ecologica, definibile come il segno lasciato dai cittadini delle varie nazioni sul “terreno” del consumo delle risorse che ognuno di loro utilizza ogni anno per soddisfare le abitudini e i consumi, ad una tonnellata in un anno. Un’impresa non semplice se pensiamo che dal 1961 al 2004, l’impronta ecologica pro capite di un cittadino italiano medio è più che raddoppiata, passando da circa 2,0 a circa 5,0 ettari globali (gha). Secondo i dati pubblicati nel 2014 nel rapporto del WWF Living Planet, per mantenere l’attuale stile di vita italiano servono 2,6 pianeti come la Terra. Pianeti e risorse che, ovviamente, non abbiamo.

Nell’ottica di consentire ai futuri, potenziali, partecipanti al progetto di raggiungere l’obiettivo sono stati chiamati ad intervenire alcuni selezionati sottoscrittori del PAES che, qualora dalla fase di studio e progettazione si passasse alla fase di realizzazione e sperimentazione, in virtù del settore di cui si occupano potrebbero dare un aiuto concreto attraverso la fornitura di servizi e prodotti studiati ad hoc. Tali enti, sono: LegaCoop, Confabitare, ANCE, CAAB, Università di Bologna e Comune di Bologna.

Al momento è stato predisposto ed inviato agli enti locali sopra citati un breve questionario atto a verificare il loro livello di interesse e la loro volontà di passare dalla fase di indagine a quella di implementazione del progetto. Al fine di verificare l’attitudine dei cittadini bolognesi nei confronti del tema del risparmio energetico e della tutela ambientale, e la loro conoscenza in merito al concetto di impronta ecologica, nelle prossime settimane sarà inoltre finalizzato un ulteriore questionario dedicato ai cittadini che verrà inviato online e somministrato nel corso di un focus group che si terrà presso la sede di Urban Center Bologna.

In cambio, gli enti partecipanti, avranno la possibilità di analizzare i prodotti e i servizi necessari a favorire un cambiamento dell’attuale paradigma di sviluppo e consumo, e avranno altresì la possibilità di calcolare l’impronta ecologica del loro portfolio di prodotti grazie al calcolatore di CO2 messo a disposizione dalla Chalmers Technical University di Gothenburg. I partner del progetto, oltre a Urban Center Bologna, entrato a far parte della Climate-Kic nel ruolo di Third Affiliated Party dal 1° maggio 2015, anche il Postdam Institute for Climate Impact Research (PIK) di Postdam nel ruolo di Lead Partner, e la Chalmers University of Technology.

One Tonne Society si ispira a One Tonne Life (OTL), un progetto pilota conclusosi con successo a Stoccolma dove, nel 2011, una famiglia selezionata si è messa alla prova nel tentativo di convertire il suo stile di vita all’insegna della sostenibilità e del rispetto per l’ambiente. Al fine di favorire la buona riuscita del progetto, alcune prestigiose aziende locali quali la Volvo (trasporti), ICA (alimentari), Siemens (domotica per le abitazioni) e Vattenfall (fornitura di energia), hanno garantito un portfolio di prodotti a sostegno delle famiglie partecipanti al progetto One Tonne Life (OTL). Il consorzio ha preso totalmente in carico la costruzione di una moderna abitazione nella periferia di Stoccolma, dove la famiglia ha vissuto per sei mesi, e ha garantito la fornitura di prodotti caratterizzati da una bassa impronta ecologica. Nel periodo di prova, la famiglia è riuscita a ridurre del 60% la sua impronta ecologica senza sacrificare in alcun modo il suo stile di vita o il livello di confort a cui era abituata.

One Tonne Society è un progetto pathfinder appartenente alla piattaforma Climate-Kic (Knowledge Innovation Community) che aggrega importanti imprese, università, enti di ricerca, amministrazioni pubbliche, ONG e altre organizzazioni impegnate nella lotta ai cambiamenti climatici. È un’iniziativa europea istituita e promossa dall’EIT (European Institute of Innovation and Technology) per diffondere la conoscenza, promuovere l’innovazione e favorire lo sviluppo e la creazione di una società low carbon.

Gli oltre 200 partner della Climate-KIC fanno riferimento a 12 centri di eccellenza presenti in 10 paesi europei. In Italia ASTER coordina le attività del Regional Innovation Centre dell’Emilia-Romagna, cui partecipano 12 altre organizzazioni impegnate nella realizzazione di azioni innovative per lo sviluppo sostenibile e la promozione della green economy.

Essere parte della Climate-KIC significa partecipare alla sfida dei cambiamenti climatici e progettare una società sostenibile e a zero emissioni.