Il Sindaco Virginio Merola al Workshop Vaticano: “Schiavitù moderna e cambiamenti climatici”

24-07-2015

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Il Sindaco Virginio Merola al Workshop Vaticano: “Schiavitù moderna e cambiamenti climatici”

Mancano poco più di quattro mesi alla decisiva Conferenza delle Nazioni Unite di Parigi sui cambiamenti climatici (COP21) e per la prima volta nella storia il Comitato Scientifico del Vaticano ha organizzato un evento di due giorni indirizzato agli amministratori locali per discutere di clima, traffico di esseri umani e sviluppo sostenibile. Tra gli amministratori presenti, anche il Sindaco di Bologna, Virginio Merola.

Obiettivo del workshop “Schiavitù moderna e cambiamenti climatici: l’impegno delle città”, organizzato dalle Pontificie Accademie delle Scienze e delle Scienze Sociali, che ha visto la partecipazione di circa cinquanta tra Sindaci italiani e stranieri, è fare in modo che i Sindaci e gli amministratori locali si uniscano ai leader religiosi e alle forze di polizia nell’affrontare, come richiesto dall’ONU, le sfide imposte dal clima, dalla crisi ambientale e dalle nuove forme di schiavitù e tratta degli esseri umani. Tali obiettivi, si è ricordato nel corso dell’evento, dovranno essere confermati con vigore negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) che saranno approvati definitivamente dall’ONU a settembre e nel Summit COP-21 di Parigi a dicembre 2015.

Nel suo intervento, il Sindaco Merola ha dato una visione di città come bene comune e paradigma di collaborazione, citando come esemio proprio la città di Bologna.

“Cari Sindaci, oggi abbiamo l’onore e il compito di condividere la nostra esperienza e di partecipare a una riflessione di carattere universale. Universale come il messaggio che Papa Francesco ci ha voluto consegnare con la sua Enciclica, che considero potente e rigorosa nel campo dei diritti umani e della sostenibilità ambientale. Noi sappiamo che nessun uomo è un’isola, ma nemmeno un’isola deve essere privata della responsabilità che l’uomo ha rispetto alla natura e agli altri esseri umani. E questa è una riflessione che aprirà anche la prima edizione del Festival Francescano 2015, il Festival dell’Ordine Francescano, che da quest’anno – per tre anni – si terrà nella mia città, Bologna.

Io credo che i sindaci possano essere allo stesso tempo sentinelle e costruttori di pace. Noi siamo custodi temporanei di uno spicchio di mondo chiamato città. Bologna è la mia casa, ne sono orgoglioso. Bologna è la città sede della più antica Università del mondo occidentale, è la città che per prima nel 1200 ha liberato i servi della gleba, e oggi Bologna è una città che ogni dieci anni cambia il 25% delle propria popolazione. Ogni anno noi riceviamo nuovi cittadini italiani e stranieri. Posso affermare che Bologna è una città tra le più meticce d’Italia, dove si diventa sempre di più cittadini per scelta e non per nascita.

Credo che il nostro compito oggi, guardandoci negli occhi, sia custodire il nostro patrimonio di libertà civiche e di solidarietà perché a mio avviso sta diventando un impegno quotidiano di lotta, la lotta contro chi semina paura e la scelta di avere coraggio. Avanzano nelle nostre città sempre di più individualismi e populismi. Credo che il nostro ruolo di sindaci sia soprattutto quello di non cedere a questa nuova rassegnazione e al cinismo, di provare con l’urgenza del fare a creare nuove opportunità, a dare risposte alle nostre comunità cercando di mantenerle unite.

Noi pensiamo Bologna soprattutto attorno a progetti concreti per il Bene Comune, attorno a un’idea di partecipazione come azione per fare insieme agli altri. Per questo abbiamo approvato, primi in Italia, un Regolamento che vuole dare applicazione all’articolo 118 della Costituzione Italiana, che parla di Sussidiarietà: “I cittadini che si auto-organizzano per svolgere servizi di interesse generale possono essere sostenuti dal Comune”. Con questo regolamento a Bologna diventa un obbligo e questo significa che tutti i cittadini, le associazioni e le imprese possono stringere “Patti di Collaborazione” con il Comune. Siamo a oltre 100 patti firmati, dalla cura dei giardini pubblici all’assistenza sociale, alla cultura. Fare insieme, per il bene comune della città.

Dal punto di vista climatico, noi condividiamo gli obiettivi che ci siamo dati in Europa con il Patto dei Sindaci e stiamo rispettando i nostri impegni per il 2020 puntando anche qui sull’associazionismo tra cittadini, la creazione di comunità solari, di cooperative. All’azione del Comune per rigenerare tutti gli immobili pubblici si deve affiancare quella dei cittadini per le loro case, contribuendo in questo modo al risparmio energetico e alla lotta all’inquinamento. Vogliamo adottare e stiamo sperimentando questo meccanismo che chiamiamo paradigma della collaborazione e dell’amministrazione condivisa, lo stiamo facendo nella temperie di questo periodo, per questo lo facciamo anche negli ambiti dei diritti umani”.

> Leggi l’intero intervento del Sindaco Virginio Merola.